Russia, fuoricorso violentatrice
Che abbia ragione, Mariastella Gelmini, a prendersela spesso con i fuoricorso indicati, nelle ricorrenti riflessioni ministeriali sul tema del merito, come zavorra dell’università italiana?
Chi non studia con profitto e bighellona in facoltà rischia infatti di finire preda dei propri vizi anziché coltivare le virtù.
Ne è la riprova la storia di Valeria K., trentaduenne russa di Tambov, cittadina a sud est di Mosca, finita in manette per aver torturato una serie di uomini, attirati in casa e poi narcotizzati. Ne dà notizia il giornale russo Life.ru, raccontando che Valeria, ribattezzata dagli investigatori “la donna ragno” perché la sua tecnica ricordava quello della vedova nera, legava e torturava i poveretti, fin nei genitali.
Quello che il giornale non spiega è a quale corso di laurea sia iscritta.