Debora, “ragazza” di 39 anni
“Questa ragazza ha battuto Berlusconi”, titolava, a due giorni dal voto, l’Unità, proponendo l’exploit di Debora Serracchiani nella circoscrizione Nord-Est, dove l’esponente pd ha raccolto un mare di preferenze e, nel Friuli, ha sopravanzato il presidente del Consiglio.
Non vogliamo parlare di politica, né commentare i flussi elettorali, europeei ed amministrativi dello scorso week-end. Non vogliamo chiosare su chi ha vinto e chi ha perso.
Usiamo questo titolo del giornale fondato da Antonio Gramsci per riflettere, ancora una volta, su come la questione giovanile sia davvero incistata in questa Italia.
Il fatto che una persona di quasi quarant’anni, che fa l’avvocato da anni, sia infatti considerata una “ragazza” dimostra, in modo inequivocabile, come il pregiudizio bamboccionico – quello che rese celebre Padoa-Schioppa, per il quale i giovani amerebbero la sicurezza della casa familiare, non avendo il coraggio di affrontare la vita – sia vivo, vivissimo.
I giovani italiani, che si sentono legittimamente, esclusi dalla vita civile – nel senso che la società del Bel Paese gli si è chiusa contro, lasciandogli solo le briciole – sappiano che qui continua a tirare una brutta aria.
E a Debora Serracchiani rivolgiamo un modesto appello: oltre a inserire la questione giovanile nella sua agende politica a Strasburgo, si ribelli quando la si etichetta come “ragazza”. Sappia che, più o meno incosciamente, stanno fregando tutti i giovani d’Italia. E forse anche lei.
5 novembre 2009 alle 10:49
[...] dare del “giovane” o, peggio, del “ragazzo” – come scrisse l’Unità della Serracchiani, avvocato 39nne – a chi vede da vicino i [...]
20 novembre 2009 alle 11:48
[...] Le loro scelte sono attutite da altri padri ancora, i padri di famiglia che hanno fatto di tutto per assicurare ai figli l’ avvenire migliore e che si trovano a pagare le spese straordinarie dei loro stessi ‘bambini’laureati, giovani, precari e insicuri con retribuzioni minime, che poi sono quelli che il ministro Padoa Schioppa aveva definito i bamboccioni. [...]
27 maggio 2010 alle 14:51
[...] e qui, altri articoli sui [...]