
L’immagine dell’università italiana è davvero ai minimi termini. Professori che ricattano sessualmente le assistenti fanno capolino in una fiction ultrapopolare come Un posto al sole (di cui parleremo nel prossimo numero di CampusPRO, online intorno al 20 di giugno). Ora, storie boccaccesche, ma con un coté accademico, sbucano nelle cronache (nel caso specifico Repubblica.it, edizione di Milano).
E’ accaduto a Pavia, città universitaria per antonomasia: la polizia sarebbe accorsa giovedì 6 giugno in un’elegante abitazione cittadina. A chiamarla un cittadino, docente universitario, da poco uscito per recarsi in ateneo e, per una dimenticanza, rientrato in casa anzitempo (nel più tipico schema del folklore urbano).
Il professore avrebbe scorto una sagoma scappare in una stanza e lì chiudersi a chiave. Di sopra, in camera da letto, la moglie apparentemente addormentata nel letto.
Agli agenti, una volta stanato il supposto ladro, non resta che constatare l’abbaglio: non di furto si trattava, ma di tradimento. L’uomo è un giovane assistente della moglie, professoressa universitaria anch’essa, ed è per giunta seminudo.
La volante però – spiega il giornalista rimasto singolarmente anonimo come anonimi sono i protagonisti della storia (altro classico delle fiabe moderne) – è costretta a fare rapporto, di qui la fuga di notizie. Intanto, in ateneo, sempre secondo l’informatissimo cronista, sarebbe cominciata la caccia ai protagonisti della vicenda.
La storia pare una copia carbone di tantissime leggende e ne ha tutti gli ingredienti. Come spiegano gli antropologi culturali, quando nella pancia di una comunità si addensano sentimenti reconditi, il mito prima o poi prende forma.
Data: 8 giugno 2009