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Un latinista per l’Alma Mater

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Aggiudicandosi oggi il ballottaggio contro lo sfidante, Cantelli Forti, Ivano Dionigi, 61 anni, pesarese, ordinario di Letteratura latina nella facoltà di Lettere, è il nuovo rettore dell’Università di Bologna.

Dionigi ha prevalso nell’ultima tornata di voto, dopo che un altro sfidante, Dario Braga, aveva fatto convergere su di lui gli oltre 650 voti ottenuti nel penultimo scrutinio. Dionigi ha registrato 1.282 voti contro i 902 dello sfidante.

Il letterato ha quindi sbaragliato un’articolata concorrenza che vedeva in lizza, oltre allo sconfitto Giorgio Cantelli Forti, ritenuto molto vicino a Fabio Roversi Monaco, storico rettore petroniano, anche il prorettore uscente Roberto Grandi, Giuseppe Sassatelli e Andrea Segré.

Dionigi diventa così rettore del più antico e più grande ateneo italiano, succedento a Pier Ugo Calzolari, ordinario ad Ingegneria, che era alla guida dell’ateneo dal 2000.

Una difficile eredità, la sua: il neomagnifico deve affrontare il calo degli iscritti dell’Alma Mater e una situazione di bilancio piuttosto complicata, in una congiuntura economicamente difficile per l’intera università italiana.

Data: 28 maggio 2009

Il fuorisede? Voti dove studia

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Sta crescendo di giorno in giorno la petizione online e il gruppo Facebook che rilanciano la proposta di tre giovani, studenti universitari o da poco laurati: consentire a chi è fuorisede  di poter votare laddove vive molti mesi all’anno.

Spesso, malgrado le riduzioni sul biglietto ferroviario (60%), che permette di tornare a casa a costo contenuto, c’è chi rinuncia a un diritto importante: quello di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, in questo caso (6-7 giugno) quello europeo.

Stefano La Barbera e Benedetto Tagliavia, studenti a Torino, e Andrea Aloisi, che invece fa l’università in Francia, hanno cercato di far sentire le ragioni di quei 250.535 gli universitari italiani, iscritti in atenei di regioni diverse dalla loro. Si tratta dell’81% dei ragazzi lucani, del 71% dei valdostani, del 58% dei molisani, del 46% dei trentini e altoatesini, del 33% dei pugliesi e dei calabresi.

“In totale”, scrivono i tre sulla petizione, “il 19,52% di tutti gli studenti universitari studia fuori dalla propria regione”.

I tre spiegano che “per ragioni economiche” hanno già rinunciato a votare alle politiche del 2008 e ricordano come, in molti Paesi europei, esistano già, per queste categorie di elettori, “il voto per delega o per corrispondenza”.

Consapevoli che ormai, già a ridosso della prossima consultazione europea, nulla cambierà, chiedono però di sostenere la petizione online od iscriversi al gruppo di Facebook (che è già a quota 1.758 iscritti).

Un gesto intelligente, per cambiare le cose dal basso, che va nel senso di una partecipazione autentica.

Firmiamo la petizione e aderiamo al gruppo.

Data: 28 maggio 2009

Lo strano caso Cepu

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Apre e chiude le società con grande facilità, talvolta le mette in liquidazione e le tiene in questo stato per anni. Possiede un ateneo vero e proprio o meglio, lo controlla attraverso una fondazione.

Stiamo parlando del Cepu, Centro europeo per la preparazione universitaria o anche di Grandi Scuole, di Cesd, di eCampus, di inCampus, di Local Campus, di Ateneo Formas, di Bertrand Russell University, di Accademia del Lusso. Il complesso sistema societario messo in piedi da Francesco Polidori, patron del Gruppo, è ramificato in varie attività formative.

Si va dal recupero degli anni scolastici alle superiori, con il marchio Grandi Scuole, al sostegno nella preparazione degli esami universitari, con l’immarcescibile brand Cepu, alla frequenza universitaria vera e propria, con l’ateneo telamatico eCampus di Novedrate (Como), sul cui sito sventola ancora il decreto ministeriale di attuazione.

Coinvolto in passato in vicende giudiziare burrascose – un’inchiesta su esami comprati ad Urbino che si risolse con la condanna dei responsabili dell’agenzia locale mentre i vertici nazionali rimasero fuori – colpito dalla damnatio accademica (ma oggi professori di ruolo di università statali tengono in piedi eCampus), Cepu pare ormai essere sdoganato o forse non interessa più a nessuno.

Neppure ai tanti politici-editorialisti (spesso universitari)-giornalisti che continuamente puntano il dito contro i laureifici nostrani.

Malgrado, fra il giugno e il settembre dell’anno scorso, i precari di Grandi Scuole abbiano dato filo da torcere sul piano sindacale, aprendo una vertenza durissima col supporto della Cgil: accompagnata inzialmente da alcune cronache, se ne è perso l’esito.

Il business parrebbe florido, a giudicare dai cospicui investimenti pubblicitari, soprattutto via web, dove Polidori e i suoi risultano grandi clienti di Google Advertising. Basta provare ad andare sul motore di ricerca e digitare parole come ‘università’, ‘laurea’, ‘campus’: fra i link sponsorizzati, in alto, compare subito un rimando al Cepu. E così se siete utenti Gmail e siete usi a parlare di università: i link di Polidori vi accompagneranno ossessivamente.

Del resto a massicci investimenti pubblicitari – con testimonial di rango: Del Piero, Vieri, Di Pietro, Sgarbi, la Koestner è l’ultima – corrispondono talvolta anche singolari modifiche nella linea editoriale di chi tratta Cepu: è il caso, già documentato da questo blog, di Studenti.it, il portale che una volta era spietato accusatore del gruppo di San Sepolcro (Arezzo) e che da un po’ di tempo ha fatto sparire dalla propria homepage la sezione ad esso dedicata. Operazione che coincide, a livello temporale, con una pianificazione pubblicitaria importante del marchio Grandi Scuole, sullo stesso portale.

Insomma, Cepu non scandalizza più nessuno – e questo potrebbe essere un bene – ma di Cepu non parla più nessuno. E questo va meno bene.

Nei prossimi numeri di Campus e CampusPRO e su questo sito, colmeremo questa lacuna. Almeno per quanto ci riguarda.

Data: 27 maggio 2009

Bocconi, se il test è un feticcio

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Un sabato coi numeri giusti, il prossimo, alla Bocconi di Milano. L’ateneo di Via Sarfatti ospita infatti le Olimpiadi di Matematica, con 3.600 giovanissimi partecipanti da tutto il mondo.

Si tratta di studenti delle superiori che hanno il santo per i numeri.

Con tutto quello che si dice sull’allergia dei più giovani, soprattutto italiani, verso le scienze dure, iniziativa meritoria. Così come lo sono i riconoscimenti offerti: “Premi informatici, telefonini, giochi didattici, calcolatrici e buoni libro”, spiega un comunicato. Senza contare che ai migliori punteggi “sarà riconosciuto un credito formativo”.

Di più e meglio: per i ragazzi degli ultimi anni delle superiori, in palio anche “due iscrizioni alla Bocconi”, nel senso che la retta viene azzerata ma a condizione, si legge più avanti, “che venga superato il test di ingresso”.

Ma come, caro professor Tabellini, rettore bocconiano, scovate due genietti della matematica – con la letterattura a bizzeffe che è stata scritta sulle caratteristiche intellettuali degli ésprits mathématiques – tanto che siete disposti ad abbonargli diverse migliaia di euro, e poi li sottoponete alle forche caudine dei test?

Talvolta anche il dinamismo bocconiano, probabilmente nelle pieghe della burocrazia, si appanna: il test d’ingresso, grande leva meritocratica negli intenti, diventa un feticcio. A cui sacrificare, eventualmente, anche due genietti dei numeri.

Data: 21 maggio 2009

Frati vs Montalcini

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I ricercatori che lavorano per la Montalcini? “Dei mediocri”.

I sei milioni di euro in finanziamenti speciali al suo istituto? “La Conferenza dei rettori deve bloccarli”. A parlare il rettore del più grande ateneo italiano, Luigi Frati, magnifico della Sapienza, secondo il resoconto ufficioso di una riunione Crui del 23 aprile scorso.

A stilarlo il prorettore dell’Università di Foggia,  Andrea Di Liddo, che ha sostituito il magnifico Giuliano Volpe alla riunione.

Il racconto, che è finito nel blog ufficiale di Volpe stesso, spiega che contro l’esternazione fratiana si è levata la sola voce della direttora del Sant’Anna di Pisa, la professoressa Maria Chiara Carrozza

Data: 18 maggio 2009

Dopo la laurea, il cacciatore di teste

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Potrebbe essere le nuova frontiera del placement. Basta uffici con personale riciclato, alla Iulm di Milano calano l’asso del head hunter. Proprio così, nell’annuale incontro con i giornalisti, svoltosi stamane nel capoluogo lombardo, il rettore Gianni Puglisi ha presentato un accordo con la società americana Lee Hecth Harrison-LHH (gruppo Adecco), molto nota nel mondo delle risorse umane e presente in 240 paesi.

Dal prossimo anno, i laureandi specialistici dello Iulm del corso di Comunicazione, Lingue e Letterature potranno avvalersi gratuitamente dei servizi di questa società. Si tratterà di 3 seminari di formazione (come scrivere cv, come affrontare il colloquio) e 2 incontri individuali di coaching per individuare caratteristiche, competenze, punti di forza e debolezza, contesto lavorativo ideale. Inoltre i curricula di chi si rivolge al servizio saranno inseriti per sei mesi nella banca dati e nel Career Book.

Per i laureati triennali, il servizio sarà proposta a pagamento ma ad un prezzo convenzionato (non ancora stabilito).

Data: 13 maggio 2009

Borromeo, generazione mille euro

 La Borromeo a Markette di La7

La contessa è in vista della laurea. Beatrice Borromeo, discendente del grande cardinale, cognata di Jaki Elkann e già stellina della santoriana Annozero, l’ha rivelato in un’intervista al settimanale Gioia.

B.B, studentessa di Giurisprudenza in Bocconi, lavora ad  una tesi sui problemi della giustizia in Italia ma l’intervista non chiarisce se Marco Travaglio, suo collega da Santoro e grande esperto della materia, le stia dando una mano.

Nell’intervista, la futura dottoressa rivela anche il suo cachet ai tempi della trasmissione di Raitre: 1mille euro lordi.  Ma non al mese. A puntata. Generazione mille euro, alla sua maniera.

Del resto, nella stessa intervista, la Borromeo spiega come continui a fare la studentessa-lavoratrice, rivelando che collabora con un nuovo periodico inglese, Above, per il quale ha confezionato un’intervista a Roberto Saviano.

“Mi faccio un mazzo così per avere una professionalità che non possa essere messa in discussione”, ha detto.

Vabbeh.

Data: 8 maggio 2009

Tante adesioni per la Giornata del fuorisede

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L’iniziativa è partita dai presidi di Ingegneria. Nei giorni scorsi, riunita a Roma la loro Conferenza, hanno stilato una mozione di solidarietà ai colleghi della facoltà di Ingegneria aquilana, duramente colpita dal terremoto. Ma poi, discutendone, hanno fatto di più, decidendo di proporre che la tragica giornata del 6 aprile fosse, d’ora in poi, ricordata come la “Giornata nazionale dello studente fuori sede“.

“In considerazione dell’altissimo numero di vittime tra gli studenti fuori sede, moderni emigrati della civiltà della conoscenza”, hanno scritto i presidi.

La notizia l’ha data ieri il presidente della Copi, professor Vito Cardone, dell’Università di Salerno, che ci ha inviato una mail. Campus.it ne ha dato subito notizia e altrettanto farà Campus, a breve in edicola e in distribuzione negli atenei di Milano, Padova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Bari.

Oggi lo stesso docente, ci aggiorna che i colleghi biotecnologi hanno fatto altrettanto. Dalla Federico II di Napoli, il prof. Gennaro Marino, presidente della Conferenza dei presidi di Biotecnologie ha confermato l’adesione “che sarà formalizzata nella prossima Interconferenza (l’assemblea di tutte le conferenze di presidi, ndr) di Roma del 20 maggio”.

All’Aquila, tra l’altro, ha sede una delle facoltà di biotecnologie che, a tutt’oggi, è inagibile.

Giorni fa, Repubblica ironizzava sulla pletora di giornate celebrative: ce ne sono per tutti gusti, talvolta onestamente a sproposito.

L’iniziativa del preside Cardone però è davvero notevole: ci si poteva aspettare la solidarietà ai colleghi, l’appello per la ricerca che si ferma, la didattica che non può andare avanti. E sarebbe stato tutto nobile e giusto.

Invece questi professori hanno pensato alle vite troncate della Casa dello Studente de L’Aquila, ampliando la riflessione alla condizione stessa del fuorisede. Chapeau.

Campus sostiene e sosterrà questa iniziativa.

Nella foto di Davide Colella, pubblicata su Campus di aprile, un vinile dei Beatles fra le macerie della Casa dello Studente

Data: 6 maggio 2009

Master, 50mila euro in borse di studio

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C’è crisi, d’accordo, ma non le aziende sono comunque alla ricerca di talenti. Lo documentano l’interesse di alcuni grandi gruppi industriali ad alcuni master, come quelli gestiti dalla Fondazione Cuoa di Vicenza.
La Dainese, leader nell’abbigliamento tecnico (moto, sci) offre una borsa di studio di oltre 10mila euro per un laureato o laurendo che partecipi al Master in Retail Management e Marketing (dal 25 maggio). Requisiti: ottima conoscenza dell’inglese, parlato e scritto, e la residenza nel Veneto. Scadenza per le domande: domani, 6 maggio.

Qualche giorno in più, la scadenza è il 13 maggio, per concorrere alla borsa, di pari importo e per lo stesso master, messa a disposizione dal Gruppo Natuzzi, gigante del mobile con base in Puglia e quotato alla borsa di New York.In questo caso, oltre alla residenza pugliese e all’ottimo inglese, è richiesta una laurea in materie economiche e un brillante percorso universitario.
Terza chance la fornisce BNL, banca del gruppo BNP Paribas. In questo caso i master sono due: Master in Gestione d’Impresa (22 giugno 2009 – 28 giugno 2010) Master in Banca & Finanza (15 giugno 2009 – 28 giugno 2010) e le scadenza per le applications è il 25 maggio.
La borsa erogata per ognuno è di 19.800 euro. Richiesti laureati in Economia, Ingegneria, Giurisprudenza, Scienze Politiche. Votazione non inferiore a 105 e un’età non superiore a 27 anni. Preferibile una buona conoscenza di inglese e francese.
Un’altra opportunità arriva, infine, da Geox, marchio internazionale della calzatura, che mette a disposizione di un contributo di 8mila euro per una laureato o laureando che partecipi al Master in Innovazione d’Impresa 9 novembre 2009 – 13 settembre 2010.

L’area interessata è quella economica, tecnica e scientifica. Scadenza per l’invio delle domande 21 ottobre.
Info e invio domande, al sito www.cuoa.it

Data: 5 maggio 2009

Gran Bratagna: un sms stanga il prof in ritardo

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Si fa presto a dire studenti delatori. La campagna di protesta del sindacato studenti dell’Università Metropolitan di Manchester, denominata Late ovvero ritardo, ha sollevato un vespaio in Gran Bretagna, come riporta Times Higher Education. La Union ha infatti invitato gli universitari a segnalare con un messaggio sms i professori ritardatari alle lezione o, peggio, quelli che l’annullano senza alcun preavviso.

Molti professori hanno gridato allo scandalo: accusando il sindacato di incitare gli studenti a spiare la loro vita accademica.

Dal più importante sindacato dei docenti, l’University and College Union, è arrivata una vera e propria levata di scudi: “Come i sindacati studenteschi sanno”, ha dichiarato un portavoce, “i professori sono raramente in rtitardo eccetto che per buoni motivi. Gli studenti farebbero meglio ad unirsi alla nostra campagna contro la crescita dei costi dell’istruzione universitaria”.

Sul sito di THE, le prime reazioni. Come quella di Ben Murphy, un docente che contesta il suo sindacato: “Spiare”, scrive, “è un verbo non appropriato: lo si usa quando qualcuno si intromette nella vita privata di qualcun altro. E la mia vita privata non deve interessare ai miei studenti. Ma se arrivo tardi alle lezioni, non ci sono ragioni per cui questo fatto debba restare confidenziale”.

Una campagna del genere sarebbe possibile anche in Italia?

Data: 3 maggio 2009
Campus
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