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I soliti noti

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Oddio! Il patinatissimo magazine del più importante quotidiano italiano mette in copertina tre giovani, neppure trentenni, che hanno un’idea imprenditoriale (una galleria d’arte a Milano). Titolo: “Ragazzi con una buona idea”.

Che succede? Il mondo alla rovescia? L’esplosione del merito in Italia? La fine delle gerontocrazie dominanti? La rivoluzione generazionale? La fine del pregiudizio bamboccionico?

Basta leggere bene, per tranquillizzarsi: i nostri tre sono Nicolò Cardi, figlio di un grande gallerista; Martina Mondadori, dell’omonima dinastia di editori e Barbara Berlusconi, il cui padre fa di mestiere il presidente del Consiglio.

Vabbe.

Data: 28 febbraio 2009

Trento prima in Italia per la raccolta di fondi europei

EuropaL’Università degli Studi di Trento sarebbe prima in Italia per capacità di raccolta di fondi europei. Lo dice uno studio della commissione università del Senato basato sugli indicatori ricavati dai bilanci degli atenei messi a punto dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario.

Trento raccoglie in media 8758,9 euro per ogni docente di ruolo (bilancio 2007). Seguirebbero l’Università della Calabria e Bologna.

Data: 27 febbraio 2009

Botta e risposta a distanza Napolitani/Gelmini sui tagli

Giorgio NapolitanoBotta e risposta a distanza ieri tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini.

Napolitano è intervenuto a Perugia durante le celebrazioni per i 700 anni dell’ateneo e ha chiesto valutazioni e interventi pubblici puntuali e la revisioni di alcuni tagli definiti «indiscriminati» per le università italiane.

Gelmini ha affermato che i tagli si inquadrano in un periodo di difficoltà economica e nello sforzo per eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci.

Data: 24 febbraio 2009

La copertina di The Fresher come metafora della vita universitaria

The Fresher, la guida studentesca di The Guardian, è uscita ormai da parecchi mesi. Però la copertina, realizzata dai grafici madrileni dell’agenzia serialcut, merita un’occhiata.

Una pila di stoviglie sporche e una serie di frasi simboleggiano la vita dello studente all’università. Vi riconoscete? ;)

The Fresher 2008

Data: 23 febbraio 2009

“Surfing day”: il 27 febbraio torna l’Onda

“Surfing day”Venerdì 27 febbraio gli studenti italiani torneranno in piazza per il Surfing day, giornata di mobilitazione nazionale studentesca.

La protesta riguarda i provvedimenti già contestati in autunno e ora in fase di attuazione sulla scuola e sull’università.

Su facebook è presente l’evento ed è possibile annunciare la propria partecipazione.

A Roma il corteo partirà da Piramide alle 9:30, a Torino da piazza Arbarello alle 9:00, a Genova da piazza Caricamento alle 9:00, a Siena da piazza della Posta alle 9:00, a Brindisi da piazza della Stazione alle 9:30, a Napoli ci sarà una lezione all’aperto a piazza Dante alle 9:00, a Cosenza e a Trieste si svolgeranno dei flash mob. Altre iniziative sono in via di definizione.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell’Unione degli Studenti.

Data: 20 febbraio 2009

La Cina a Torino con il campus della Xi’an Jiaotong

Università Xi'an JiaotongL’Università Xi’an Jiaotong di Sian (Cina) ha avviato da tre anni una collaborazione con il Politecnico di Torino che adesso si concretizzerà anche nella realizzazione di un campus.

Il rettore Francesco Profumo ha detto ieri che il campus rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento del rapporto di amicizia tra le due università e che sarà una vera e propria seconda casa per tutti gli studenti dell’università cinese che studiano in Italia. Gli studenti italiani potranno realizzare periodi di formazione in Cina.

Data: 19 febbraio 2009

Giovani e politica, qualcosa è cambiato?

renzi.gifI quotidiani di ieri, complice la crisi post-Soru e Sardegna del Partito Democratico di Veltroni, hanno scoperto Matteo Renzi, il 34enne che ha vinto le primarie dello stesso partito a Firenze.

Campus l’aveva messo in copertina nel 2006, prendendolo a campione del 30 power , un’ipotetica generazione di trentenni che ci auguravamo potesse scardinare l’Italia (leggi qui l’intervista).

Laureato in Giurisprudenza con una tesi su Giorgio La Pira, una lunga esperienza nello scoutismo, tre figli, Renzi ha sbaragliato la concorrenza, ottenendo oltre il 40 per cento dei consensi. Potrebbe diventare a breve uno dei più giovani sindaci della sua città e d’Italia.

La sua campagna elettorale, dicono gli osservatori, è stata travolgente e originale: parlando con la gente per strada ma anche tirando le fila di una rete di 4.999 amici su Facebook (in cui 5mila è il limite massimo).

Comunque la si pensi, un segnale confortante nell’Italia della stagnazione sociale.

Data: 18 febbraio 2009

Pre-pensionato impertinente

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Un’altra fatica letteraria per Piergiorgio Odifreddi. Il matematico impertinente presenta oggi a Milano, In principio era Darwin, nuovo lavoro sull’evoluzionismo, edito da Longanesi (Libreria Feltrinelli, Piazza Piemonte, ore 18, con Gilberto Corbellini e Dario Fo).

Odifreddi è ormai una macchina da guerra, tanto che  ha pensato bene di appendere la cimosa al chiodo e di mollare l’insegnamento alla Statale di Torino.

Pochi lo sanno (neppure Longanesi che continua a scriverlo nei comunicati), ma da ottobre scorso,  Odifreddi ha scelto la via del pre-pensionamento. La carriere del divulgatore era evidentemente più remunerativa o più interessante di quella del professore.
Al docente,  Campus aveva dedicato, nei numeri scorsi, una impertinente puntata della sua rubrica più polemica: Overrated, vale a dire “sopravvalutati”, curata dal nostro Lucio Lavrans.

Che vi riproponiamo.

La lunga MA resistibile ascesa del prof. Coldhating

Gli odi freddi sono peggiori di quelli caldi, quelli che scoppiano d’amblai, dietro il moto incontrollabile dell’ira. L’emotività, la passione, la mancanza di autocontrollo non sono invocabili, come attenuante generica, quando il sentimento di avversione feroce è costruito a tavolino.

Come nel caso dell’odio freddo, gelido, del professor Odifreddi, Coldhating perché insegna anche in America, contro Dio. Già la scelta dell’avversario porterebbe a discutere la patologica immodestia del personaggio ma restiamo sul suo gelido odio da laboratorio, che ha a che fare con l’enorme sopravvalutazione goduta sin qui. Dopo una vita tranquilla fra le cattedre, forse per il tanto, troppo tempo lasciatogli dal declino delle immatricolazioni in matematica, Odifreddi ha elaborato un nuovo e complesso teorema della notorietà. 

Fra sistemi d’equazioni, la sua beautiful mind ha capito che il quadrato delle entrate di Angela Piero è uguale alla somma dei cachet di Paone e Tozzi per 3,14. Mettendo a fattor comune la blanda allure neopositivista dell’uno e degli altri, è sceso in campo, pestando giorno dopo giorno nel mortaio anticlericale. Ha invaso gli scaffali di titoli pressoché monocorde, dieci dal 2004, media travagliana, quasi un’inarrestabile elevazione a potenza del medesimo concetto, «io contro Dio», che banalizza il libertinismo filosofico di Scalfari, rende obsoleto Giorello e rottama Vattimo.

Quindi, come il pendolo di Foucault, ha oscillato fra una Dandini e un’Invasione barbarica, fra un salotto patinato e policromo di Vanity e un servizio completo di A, è approdato alla politica, lato Pd, salvo poi scomunicarne pubblicamente la deriva teodem. Infine, come un frattale sbilenco, dopo la vittoria del Cavaliere, si è persino offerto per fare il ministro dell’Istruzione. Matematico impudente più che impenitente o impertinente. Overrated conclamato e certificato, forse dovrà rivedere i propri piani ascensionali o aspettare un’elezione qualsivoglia per ripiegare su uno scranno qualsiasi.

Confidiamo che si eclissi, come fece già l’etologo Celli, senza che sparisca come Majorana. Anche perché i maturandi, che già schifano la matematica, associandola a un futuro da insegnante di scuola media, han bisogno di modelli e Coldhating genera l’illusione che basti sgobbare in facoltà qualche anno e poi cazzeggiare su papa e vescovi, per diventare qualcuno.

Data: 16 febbraio 2009

L’Italia dei “figli di”

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La notizia è dei giorni scorsi. Il giudice Andrea Borrelli, del Tribunale civile di Milano, ha condannato l’amministrazione penitenziaria a risarcire la famiglia di un detenuto che si era suicidato in carcere.

Più che per il fatto in sé – lo Stato condannato – la notizia ha fatto clamore perché Andrea è il figlio di Francesco Saverio, iniziatore di Tangentopoli e fiero protagonista di una stagione antiberlusconiana (ricordate il famoso “Resistere, resistere, resistere”?).

Una storia che può essere presa a paradigma di un certo pensiero dominante sull’università. Perché? Perché nessuno ha assolutamente battuto ciglio sul fatto che il figlio dell’ex procuratore generale di Milano fosse anch’egli giudice e per di più nel Tribunale milanese.

Al contrario, quando si parla di un qualsiasi figlio di docente, soprattutto se insegna nell0 stesso ateneo – non dico nella stessa facoltà – si può leggere, e non solo tra le righe, una sottile nota di civico disprezzo, quello con cui si trattano i comportamenti moralmente condannabili.

Insomma, Gian Antonio Stella, scagliando invettive contro l’elezione di Luigi Frati alla Sapienza, aveva ricordato come il magnifico rettore avesse moglie e figli in cattedra, proprio a Medicina. “Una sconfitta per l’università”, aveva detto proprio a Campus.

Ma perché per la consorte o i figli di Frati deve valere questa presunzione di consapevolezza – cioè che siano finiti in cattedra grazie al marito-padre – non sfiora nessuno nel caso di Andrea Borrelli il quale, magistrato stimatissimo, a giudicare dall’età ha vinto il concorso in magistratura mentre il padre era ancora in carica? Anzi, era il magistrato più importante d’Italia.

E, a voler guardar bene, c’è anche un’altra considerazione che suscita il caso Borrelli junior.

Continuiamo ad essere il paese dove i figli dei giudici fanno i giudici, quelli degli avvocati gli avvocati, quelli dei professori, dei giornalisti, degli architetti, dei politici eccetera eccetera, idem.

Continuiamo ad essere una società che dire bloccata è dir poco.

Il tutto mentre ci addentriamo, passo dopo passo, in una crisi economica senza precedenti affrontata con piani di intervento per auto, banche, arredi, agricoltura, ma dove non si parla affatto di cosa fare per chi sta uscendo dall’università.

Tra breve, non saremo in grado di offrire a questi ragazzi neppure gli stage a poche centinaia di euro.

Magari, almeno, smetteremo di chiamarli Bamboccioni.

Data: 13 febbraio 2009

Valutazione Yes YOU Can

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Sta facendo discutere la proposta che abbiamo lanciato su Campus in edicola, su Campus.it e tramite Facebook, per dare alla valutazione studentesca un peso maggiore.

“Del giudizio studentesco”, abbiamo scritto, “non c’è traccia nelle Linee guida del ministro Gelmini”. Eppure, la responsabile dell’università ha (giustamente) posto molta enfasi, in molti suoi interventi, sul tema della valutazione in generale.

In questi giorni, tra l’altro, un gruppo di saggi, fra cui Giavazzi, Biggeri, Cuccurullo, sta lavorando per proporre al ministro una nuova articolazione della valutazione che, dicono i beni informati, riprenderà molto dal vecchio Comitato per la valutazione della ricerca-Civr, qualcosa dall’Agenzia nazionale per la valutazione della ricerca-Anvur,  predisposta da Mussi, ed erediterà qualche competenza dal Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario-Cnsvu.

La valutazione della didattica rimarrebbe quindi confinata nelle secche delle singole facoltà – che non paiono tenerne in grande conto – e dei comitati di valutazione.

Eppure, come scrive la nostra Ludovica Zanet, all’estero, specialmente negli Stati Uniti, il giudizio degli studenti conta eccome.

La campagna – inserita su Facebook col titolo “Dillo alla Gelmini: anche NOI valutiamo” – prevede l’affissione nelle facoltà dei manifesti con lo slogan e l’invio a Campus per la pubblicizzazione.

Il manifesto si trova su Campus in edicola o può essere scaricato qui.

Data: 12 febbraio 2009

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Data: 9 febbraio 2009

Nasa e Google insieme per la Singularity University

Singularity UniversityLa Nasa e Google stanno lavorando insieme alla costituzione di un polo di formazione che orienti gli studi per figure che possano affrontare le sfide dei prossimi anni e per accelerare il cambiamento tecnologico ma anche scienziati per anni in cui le macchine saranno intelligenti quanto o più degli esseri umani e questi ultimi supereranno anche grazie alla tecnologia limiti imposti dalla biologia.

Ray Kurzweil (foto di null0)Il concetto di base è quello della “singularity”, formulato da Ray Kurzweil, cioè un rapido progresso tecnologico che starebbe per giungere e che trasformerà in modo radicale in nostro stile di vita. Durante il 2009 uscirà un suo documentario chiamato The Singularity is Near: A True Story About the Future.

La Singularity University, malgrado il nome, non sarà una vera e propria università ma un centro di formazione interdisciplinare.

Data: 4 febbraio 2009
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