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Ansia da esame: come superarla

Ansia da esame: come superarla
(foto di kortini)

Siamo in pieno periodo di esami. Se in questi giorni siete particolarmente agitati, irritabili, inquieti e nervosi, se vi sentite angosciati e avete crisi di panico, se avete problemi di insonnia, sudorazione, palpitazioni, senso di soffocamento, nausea e mancanza di appetito non preoccupatevi, non vi siete ammalati ma semplicemente siete preda dell’ansia da esame, un disturbo comune che colpisce moltissimi studenti.

Coloro che soffrono di ansia da esame durante la preparazione delle materie tendono a preoccuparsi in maniera eccessiva per la prova da superare, incontrano difficoltà nel concentrarsi, nel comprendere, acquisire e memorizzare nuove nozioni e non riescono quindi a sfruttare al meglio e a ottimizzare il tempo dedicato allo studio.

Lo stress e una forte ansia possono anche influenzare negativamente e compromettere l’esame: possono provocare infatti veri e propri blocchi mentali, vuoti di memoria causati dal panico che rendono impossibile ricordare i concetti appresi e rispondere alle domande degli esaminatori o risolvere i quesiti delle prove scritte.

Tutto ciò accade spesso anche agli studenti più preparati e capaci che temono di non riuscire a tenere alto il livello delle proprie performance.

Senza dubbio avere un po’ di ansia è una reazione emotiva del tutto normale; anzi un certo grado di tensione è necessario e stimola gli studenti a impegnarsi maggiormente e migliora quindi le loro prestazioni. Visti però gli effetti negativi che può provocare un livello elevato di ansia bisogna sicuramente cercare di contenerla entro un certo limite.

Ecco quindi alcuni utili suggerimenti per superare lo stress dovuto agli esami. (leggi il resto del post…)

Data: 12 gennaio 2009

L’Italia ventunesima in Europa per la spesa per l’istruzione

Secondo i dati forniti da Eurostat l’Italia è ventunesima in Europa nella spesa per l’istruzione, pari al 4,4% del prodotto interno lordo. La media europea è il 5% del pil.

Il dato aggrega cifre nazionali, regionali e locali di scuole e università e anche ministeri e dipartimenti della pubblica istruzione, servizi e ricerca.

L’Italia è seguita in classifica soltanto da Repubblica Ceca (4,2%), Spagna (4,2%), Grecia (4%), Slovacchia (3,8%) e Romania (3,5%).

Data: 12 gennaio 2009

Il 2009 è l’Anno europeo della Creatività e dell’Innovazione

Anno europeo della Creatività e dell'InnovazioneL’Unione Europea ha proclamato il 2009 Anno europeo della Creatività e dell’Innovazione. Lo slogan è «Immagina, crea, innova».

L’obiettivo è «promuovere approcci creativi e innovativi in settori differenti dell’attività umana e aiutare a equipaggiare l’Unione Europea per le sfide che verranno in un mondo globalizzato».

Ci sono molte opportunità anche per gli studenti nei progetti e con aziende e istituzioni coinvolte. Il sito va spulciato per bene. ;)

Data: 9 gennaio 2009

Il decreto Gelmini è legge

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La Camera ha approvato in via definitiva il decreto Gelmini con 281 voti a favore, 196 contrari e 28 astenuti.

Data: 8 gennaio 2009

Fiducia sul decreto Gelmini, si vota oggi

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Va al voto oggi alla Camera il decreto Gelmini sull’Università in scadenza venerdì. Il Governo ha deciso di porre la fiducia.

Le principali novità riguardano la composizione delle commissioni valutatrici degli aspiranti docenti,un freno alle assunzioni, l’elevazione del blocco del turn over al 50% per favorire i nuovi ricercatori, più finanziamenti alle università con migliore offerta formativa e qualità della ricerca scientifica e borse di studio a tutti gli aventi diritto.

AGGIORNAMENTO: la fiducia è stata concessa con 302 voti a favore, 228 contro e due astensioni. Il voto definitivo sarà domattina, dopo la lettura degli ordini del giorno.

Data: 7 gennaio 2009

“Il 3+2 non funziona”, parola del Cnvsu

Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitarioIl Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, organismo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha pubblicato nei giorni scorsi il Rapporto sullo stato del sistema universitario. I dati non sono troppo confortanti.

Il nuovo ordinamento “3+2″ non ha risolto il problema degli studenti fuori corso: 4 studenti su 10 sono ripetenti o fuori corso (gli studenti iscritti in corso sono poco più di un
milione, pari al 59,3%) e cresce la percentuale degli abbandoni dopo il primo anno (per ogni cinque studenti immatricolati, uno lascia gli studi dopo il primo anno e
al numero medio di crediti acquisiti annualmente dagli studenti) e degli iscritti che non sostengono esami. Il numero di docenti e la spesa sono ancora in aumento.

Il rapporto evidenzia l’alto numero di corsi di studio attivi. Il numero dei corsi di studio con un massimo di 10 immatricolati è di 340 su 3.373 complessivi, pari al 10,1% del totale. Il numero totale degli insegnamenti è passato da 116.182 nel 2001-2002 a 180.001 nel 2006-2007 (con un incremento di circa il 60%), e di questi ben 71.038 (pari al 39,5% del totale) hanno massimo 4 crediti.

I crediti medi per studente sono lontani dai 60 crediti. A Palermo il dato medio più basso: 21,9 crediti. Il dato più alto è al Politecnico di Milano: 38,03 crediti.

Data: 5 gennaio 2009
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