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A Parma, il professor Tartufo

 Il Tartufo di Molière

“Buttiamo la zavorra dei non professori”:  su Tuttoscienze de La Stampa, di mercoledì scorso, il professor Giacomo Rizzolati, fisiologo dell’Università di Parma, ha vergato un duro articolo sui suoi colleghi che non fanno ricerca.

Il professore invoca, come criterio di valutazione, l’ausilio di Google Scholar, il potentissimo motore di ricerca scientifico messo in piedi da Brin e Page, e che monitora le citazioni a convegni scientifici: un indice di quanto i lavori di ricerca siano fertili, cioè diano spunto ad altri studiosi per ulteriori speculazioni.

E per essere più chiaro il professore esemplifica:  “Con questo giochino”, scrive,  “in mezz’ora vi sarà chiaro che la ‘famosa’ psicologa che dirige il dipartimento della vostra università ha un lavoro citato una decina di volte (molto poco se si le autocitazioni) e poi basta. Gli altri suoi lavori sono stati citati al massimo due volte. In altre parole non ha mai fatto niente”.

Insomma un ritratto in piena regola, omettendo semplicemente il nome della collega-fannullona.

Ma è del tutto evidente che, nell’ambiente accademico di Rizzolati, si sappia benissimo a chi ci si riferisce.

Stupefacente.

Come pensano di essere credibili, questi censori, se difettano così clamorosamente di stile? Come si fa a dettare la linea in fatto di morale, gettando il sasso, ma poi tartufescamente nascondere la mano? Conosce una collega che non lavora? Addirittura direttore di dipartimento? Cominci a scriverne nome e cognome. Anche perché tutte le docenti italiane che dirigono dipartimenti di Psicologia potrebbero giustamente prendere cappello.

Stupefacente che anche Tuttoscienze non eccepisca.

Data: 4 dicembre 2008

Mariastella Gelmini su YouTube

Mariastella Gelmini è su YouTube per confrontarsi sulla scuola e sull’università. Nel video caricato ieri il look è informale, lo stile diretto e c’è la determinazione nell’andare avanti con la riforma contro lo status quo.

I commenti fioccano. Che cosa ne pensate?

Data: 4 dicembre 2008

Il sito del Ministero della Distruzione

Ministero della Distruzione dell'Università e della Ricerca

Mentre il ministro va avanti e dichiara che gli italiani approvano la riforma e che gli studenti stanno tornando a studiare noi facciamo un break sorridendo col sito del Ministero della Distruzione dell’Università e della Ricerca. Il sito-parodia raccoglie link a siti della protesta, una selezione di materiali, diverse sezioni fake e persino annunci “pubblicitari” come quello della MaryStar card… Buon divertimento!

Data: 3 dicembre 2008

L’Università di Palermo contro gli affitti in nero

È stata avviata una colaborazione tra l’Università di Palermo e la Guardia di Finanza contro gli affitti in nero per gli studenti fuorisede.

Il rettore Roberto Lagalla ha dichiarato: «Oltre all’ormai consolidato rapporto con la Guardia di Finanza e con l’Agenzia delle Entrate per la verifica del corretto versamento dei contributi degli studenti, vogliamo avviare una collaborazione per reprimere il fenomeno dello sfruttamento degli studenti fuorisede, vittime spesso di canoni in nero e fuori mercato. [...] L’iniziativa corre parallelamente all’impegno dell’Università di Palermo per trovare nuovi spazi di residenzialità degli studenti anche attraverso l’utilizzo di immobili sequestrati alla mafia, possibilità per la quale faccio appello a tutte le istituzioni competenti».

Data: 3 dicembre 2008

Mangiare fuori: i consigli per gli studenti fuori sede

Pranzo a sacco   Dura la vita da studenti. Lezioni che si accavallano, orari più disparati, intere giornate fuori casa. E spesso il momento più difficile è il pasto. Dove mangiare? Cosa? Come conciliare un’alimentazione sana con la fretta? E come fare poi per non spendere tanti soldi?

Molte volte il pranzo è per gli studenti universitari un vero e proprio dilemma: meglio un panino imbottito o un fast food? La schiscetta portata da casa o saltare del tutto il pasto?

Se poi si tratta di studenti fuori sede il problema è ancora più grande: come fare la spesa? Quali sono le cose migliori da tenere in casa?

La poco voglia di cucinare fa il suo ruolo, e spesso gli impegni e lo studio fanno sì che il tempo a disposizione sia inesistente.

Quali sono allora i consigli da dare agli studenti fuori sede?

Alice Lindeman dell’università dell’Indiana, in Usa, ha da poco presentato una ricerca sull’argomento secondo cui nemmeno vivere in un fitness center rappresenta una soluzione al problema. Tutti i giovani infatti sembrano preferire il cibo grab and go, prendi e mangia.

Come dice la ricercatrice, la voglia (e lasciatemi dire, la pazienza) di preparare da soli pranzo e cena incide parecchio. «Le abitudini prese all’università restano anche dopo e avranno effetti negativi sulle famiglie che questi ragazzi formeranno», fa notare la Lindeman.

Il segreto allora pare stare in una costante attività fisica: lo sport aiuta il corpo a vivere bene e a digerire anche i pasti più sbagliati e gli studenti americani sembrano averlo capito. Il 56 per cento di loro infatti pratica uno sport.

«Un’ora in palestra ascoltando musica con l’iPod alla fine è pure piacevole», ha detto Alessandro Pinto, dell’Istituto di Scienza dell’Alimentazione dell’università La Sapienza di Roma. Che ha aggiunto «Dovremmo abituarci a riflettere di più sulle scelte alimentari».

Insomma, mangiare fuori casa pare davvero un grande ostacolo per gli studenti, soprattutto fuori sede.

La soluzione potrebbe quindi essere scegliere cibi sani, fare molta attività fisica, evitare merendine e schifezze varie, preferendo invece cibi sani ed equilibrati.

Foto da i202.photobucket.com

Via|Corriere

Data: 2 dicembre 2008

Giornata mondiale contro l’Aids: studenti in campo

Lotta contro l’aidsOggi è la ventunesima Giornata mondiale contro l’Aids e gli studenti universitari non restano indifferenti.

Gli iscritti ai tre atenei romani hanno infatti dato vita al progetto Facoltà di amarsi che è partito proprio oggi, data simbolo per la lotta all’Aids.

L’iniziativa è divisa in due fasi:  la prima è quella di formazione ed è affidata a esperti scientifici de La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre e saranno coinvolti anche 140 studenti delle tre università.

Subito dopo partirà la campagna di sensibilizzazione: gli studenti universitari romani parleranno direttamente ai loro coetanei della prevenzione e della necessità di adottare tutte le precauzioni possibili in modo da evitare il contagio del virus.

Durante questa fase, che durerà sei mesi, saranno organizzati dei punti d’incontro tra gli studenti all’interno dei tre atenei. Verranno distribute brochure informative e preservativi.

Il progetto Facoltà di amarsi è finanziato dall’assessorato alle Politiche sociali della Regione Lazio.

Alla faccia di chi dice che gli studenti di oggi non sanno più organizzare iniziative costruttive, ma solo proteste.

Foto da www.smemoranda.it

Via|Il messaggero

Data: 1 dicembre 2008

L’Andu critica il decreto 180 approvato al Senato

L’Associazione nazionale docenti universitari ha espresso dure critiche al decreto 180 sull’università approvato al Senato.

Una nota dice: «Non è serio che se a una persona una mattina viene in testa, per motivi suoi, che vadano bloccati i concorsi universitari già banditi, vi sia un intero Governo che si precipita ad esaudirne i desideri. Non è serio che per farlo si ricorra ad un provvedimento urgente come un decreto legge, per correggere modalità concorsuali “tranquillamente” in vigore da 30 anni (i concorsi a ricercatore) o da 10 anni (concorsi a ordinario e ad associato)».

Critiche anche agli organi universitari «che ritengono di rappresentare l’Università, ma di fatto avallano le strampalate e dannose scelte governative e, in alcuni casi, si “riposizionano” rispetto al grande movimento universitario di protesta, arrivando anche a contrapporvisi».

Data: 1 dicembre 2008
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