Un’Onda ideologica?
Non sarà che quest’Onda sia stata sopravvalutata? Gli ultimi passi del movimento anti-133 (cui dedichiamo la maggior parte della sezione Politics di Campus che sarà in edicola da martedì 16) lasciano davvero perplessi.
Prendiamo, per esempio, la contestazione del sottosegretario Gianni Letta a Siena. A leggere le email del terminale senese della protesta di lancio della manifestazione, c’era da riflettere. “Letta è la persona con la quale il rettore dell’università di Siena, Silvano Focardi, ha istituito un canale privilegiato per la gestione della crisi dell’ateneo”, si è scritto.
Di nuovo, Letta “è colui che ha avallato il vergognoso piano di ‘risanamento’”. Ancora, secondo l’Onda senese è stato il Governo “nella persona di Gianni Letta, a imporre la nomina del nuovo direttore amministrativo della nostra università”, al quale il rettore, Focardi “renda conto esclusivamente”, piuttosto che “a quelle componenti dell’ateneo toccate dalla crisi, pur non avendola generata: studenti e precari che da mesi si stanno battendo per la tutela dei propri diritti”.
Piccolo dettaglio: l’ateneo ha scoperto recentemente un colossale buco di bilancio (250 milioni di contributi previdenziali non versati), che il rettore sta tentando disperatamente di ripianare.
Si addebita a Focardi il voler risanare? Il fatto che, per questo, si raccordi alla presidenza del Consiglio? E, ancora più sorprendente, avrebbe dovuto nominare il nuovo dirittore amministrativo indicendo una bella assemblea?
Posizioni, queste, che lasciano trasparire un ideologismo agghiacciante. Lo stesso che emerge quando si programmano la autoriduzioni agli spettacoli teatrali, ai concerti ecc. Cose già viste nel lontano 1977. E non finì troppo bene
