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La “controriforma” degli studenti

Progetto per l'autoriforma dell'Università Gli studenti provenienti dagli atenei di tutta Italia che hanno partecipato all’assemblea nazionale degli universitari, che si è svolta alla Sapienza sabato e domenica, hanno redatto un manifesto di autoriforma dell’università.

Dopo avere discusso i temi della riforma durante tre workshop tematici dedicati a ricerca, didattica e welfare, al termine dell’assemblea i ragazzi hanno approvato per acclamazione i punti principali della loro proposta.

Sul piano della didattica viene suggerita l’abolizione del sistema 3+2, della frequenza obbligatoria, del numero chiuso e dei blocchi lungo il percorso formativo. Gli universitari propongono inoltre di eliminare il sistema dei crediti formativi accorpando corsi ed esami e reclamano una retribuzione corretta per tirocini e stage, il riconoscimento di corsi di autoformazione che prevedano seminari autogestiti organizzati da studenti, ricercatori e dottorandi e una revisione dei piani di studio da realizzare in funzione di una maggiore libertà degli studenti.

In questa proposta di riforma redatta dal basso viene inoltre ribadita l’esigenza di difendere e garantire l’autonomia della ricerca che deve necessariamente essere pubblica, indipendente e libera da ogni condizionamento legato a finanziamenti e interessi privati. I ragazzi chiedono quindi che i finanziamenti vengano assegnati direttamente ai gruppi di ricerca piuttosto che ai docenti; pretendono per dottorandi e ricercatori precari un reddito appropriato e i diritti previsti dallo statuto dei lavoratori; propongono l’eliminazione dei dottorati senza borsa e delle tasse di iscrizione e l’istituzione di uno statuto nazionale per i dottorandi.

Gli universitari si oppongono inoltre al blocco del turn over e ai contratti precari che dovrebbero essere sostituiti da un contratto unico di lavoro subordinato di durata non inferiore ai due anni da stipulare al termine del dottorato; suggeriscono infine di abolire le diverse classi di docenza e quindi la distinzione fra associati e ordinari.

Per quanto riguarda invece il diritto allo studio e il welfare gli studenti si schierano contro l’aumento delle tasse universitarie e ne chiedono l’eliminazione per i ragazzi che appartengono alle fasce deboli; rivendicano agevolazioni legate al reddito anche per quanto riguarda le case e le mense e il diritto a borse di studio per avere maggiore autonomia e non essere costretti a svolgere lavori in nero; lottano contro il ripagamento dei prestiti d`onore.

È stata inoltre manifestata l’intenzione di organizzare non solo una settimana di mobilitazione con l’obiettivo di ottenere l’accesso gratuito ai trasporti e alla cultura e dunque a servizi come cinema, musei e teatri ma anche scioperi bianchi per combattere il fenomeno del lavoro nero svolto nelle università da stagisti, tirocinanti e dottorandi.

Documento completo.

Sono state organizzate nuove proteste contro la legge 133 che si svolgeranno in tutta Italia il 28 novembre e il 12 dicembre in occasione dello sciopero generale.

Data: 18 novembre 2008
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