The Economist e Nature all’attacco sull’Università italiana
Nei giorni scorsi due prestigiose testate internazionali hanno parlato dell’Università italiana con toni particolarmente critici.
The Economist si è soffermato su nepotismo e favoritismo. Gli esempi citati riguardano la Federico II di Napoli, dove il 15% dei docenti avrebbe un parente in organico, e l’Università di Palermo, in cui almeno 230 insegnanti risultano imparentati con altri docenti.
Nature attacca il «macchinoso» sistema dei concorsi e ne auspica l’abbandono e la sostituzione con un’alternativa che valorizzi il rendimento.
Data: 17 novembre 2008
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17 novembre 2008 alle 13:18
Solo per segnalare che il link dell’immagine “The economist” è incorretto.
17 novembre 2008 alle 13:34
Grande Arsenio! grazie
17 novembre 2008 alle 13:37
Se s’arrabbia Luther Blisset… Leggete cosa ha postato un anonimo lettore di Economist, commentando il riferimento alla mediocrità dei ricercatori italiani.
“Uniform mediocrity is simply FALSE.
Read the ranking of over 4000 universities here:
http://www.che-ranking.de
and count how many Italian scientific faculties you
will find in the excellence group.
The Economist deserves more informed journalists”.
17 novembre 2008 alle 13:54
Gli inglesi non cambiano. Mai. La loro visione dell’Italia è quella romantica di Shelley e Byron. Ho trovato commenti più interessanti su questo blog.
E glielo ho pure scritto