L’Onda è spompa?
L’Onda s’è spenta?Lo stanco rituale della protesta all’ inaugurazione della Sapienza – un centinaio di studenti, uno striscione srotolato -, gli sparuti blitz al Torino Film Festival e nei teatri di Roma e Milano, le fiacche manifestazioni milanesi obbligano all’interrogativo.
Che il mare dell’università stia diventando piatto?
Fa riflettere anche l’esito delle elezioni di Roma1: a fare il pieno di voti fra i 14mila votanti (uno studente iscritto su 10) sono state una lista civica di Medicina (da alcuni definita vicina al rettore Frati), Mondo Sapienza di area ciellina e Azione universitaria, lista accademica di Alleanza nazionale. Elezioni a cui l’Onda non ha partecipato.
Già ma proprio qui sta il punto. Perché l’Onda che ha nella Sapienza una delle sue roccaforti, non ha scelto di partecipare? Perché non rappresentare negli organi collegiali dell’ateneo più grande d’Europa le ragioni della protesta? Perché non portare nel cuore simbolico del mondo accademico le istanze del movimento anti-133?
Secondo alcuni, l’Onda non poteva piegarsi alle anguste logiche elettorale essendo, per sua natura, un movimento spontaneo e irregolare. Candidare qualcuno e farlo eleggere sarebbe stato come scendere a compromesso col sistema che si vuol contestare.
Secondo altri la ritrosia dell’Onda a contarsi, nasconderebbe solo il timore di evidenziare quello che nelle agitazioni dei giorni scorsi era stato facile dissimulare: la relativa esiguità di adesioni al movimento.
È stato lanciato qualche fumogeno e sui muri è stato disegnato il volto di Anna Adamolo, personaggio virtuale simbolo della protesta.



Negli anni dei social network, che costituiscono senza dubbio uno dei fenomeni più rilevanti in Rete, la protesta degli studenti universitari, come è già stato evidenziato su questo blog in un precedente 

