La graticola dei berluscones
L’avevamo scritto in tempi non sospetti: ai primi d’agosto, quando la portata dell’allora decreto 112, messo a punto da Giulio Tremoni, riservava all’università italiana una cura da cavallo. Un pezzo di stampa italiana avrebbe fatto la festa ai docenti universitari.
Al primo dissenso che aveva osato levarsi dall’accademia, la stampa più vicina al Governo, nel caso specifico il Giornale del fratello del presidente del Consiglio, Paolo Berlusconi, aveva sparato una bella prima pagina contro i professori universitari del Bel Paese, i più pagati, i meno efficienti ecc ecc. E prevedevamo un’estate caldissima per la classe docente, che sarebbe finita sulla graticola.
Previsione sbagliata di pochi mesi. E’ bastato che dalle università partisse la protesta antiGelmini, che i giornali d’area pdl hanno aperto le danze.
Ieri è arrivata puntuale la copertina di Panorama, targata Belpietro (piuttosto bruttarella, da un punto di vista giornalistico, ma questa è un’altra storia) e un servizio da battaglia di Antonio Rossitto, sugli sprechi degli atenei.
Rossitto, oltre a riesumare la solita statistica delle classi senza studenti (la cui attendibilità veniva messa in dubbio, ieri sera a Matrix, dallo scrupoloso Mentana), inanellava una serie di esempi di malauniversità. Con un particolare curioso: gli atenei citati o erano governati da rettori notoriamente di centrosinistra o si trovavano in città amministrate dal centrosinistra: Firenze, Siena, La Sapienza, L’Aquila, Genova, Federico II, Messina.
Gli opposti estremisti sono a lavoro. Ci perderemo tutti.

4 novembre 2008 alle 22:11
“L’avevo detto…io l’avevo detto!!! io! io! io! l’avevo detto, io!
Prima di tutti, l’avevo detto!”
Ma chi te caca!
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Giulio Gotti
giuliogotti@gmail.com