Studiare all’università

(foto di Valentina Volavia)
Lo studio dei testi universitari porta spesso gli studenti a scontrarsi con difficoltà di apprendimento e memorizzazione. Ecco alcuni consigli utili per non farsi prendere dallo sconforto, per ottimizzare il tempo dedicato allo studio e per memorizzare in maniera efficace nozioni e conoscenze.
Munirsi di una buona dose di energia positiva, ottimismo e autostima
È fondamentale innanzitutto affrontare lo studio con mentalità positiva e grande motivazione, dimenticare il pessimismo convincendosi di poter fare sempre meglio, di essere in grado di memorizzare tutte le informazioni necessarie e di superare in maniera brillante l’esame.
Pianificare lo studio
La pianificazione della preparazione di un esame consente di distribuire in maniera corretta e ottimale il tempo che si ha a disposizione fra studio, riposo e altre attività.
Dopo avere contato i giorni mancanti all’esame ed essersi fatti un’idea generale della materia e dei testi, in linea di massima è possibile organizzarsi secondo il seguente schema:
- riservare un giorno a settimana, meglio se nel week-end, allo svago e al divertimento o al ripasso (nella rarissima eventualità che non si abbia nulla di meglio da fare);
- dedicare il giorno precedente l’esame al riposo in modo tale da permettere l’assimilazione finale e definitiva di quanto studiato;
- riservare per ogni settimana restante una mezza giornata a eventuali imprevisti e impegni;
- calcolare in modo approssimativo il numero di pagine da studiare ogni giorno;
- preparare un argomento a piacere e rivedere gli argomenti e i concetti più complessi nella settimana precedente l’esame;
- dedicare gli ultimi due giorni al ripasso dei testi.
Rilassare la mente
Occorre affrontare lo studio con mente rilassata, libera da qualunque pensiero e distrazione e concentrata esclusivamente sulla comprensione del testo. Sarebbe quindi opportuno spegnere eventuali fonti di distrazione come radio, televisione e telefonino.
Effettuare una prima lettura del testo
È opportuno eseguire una prima lettura del testo con l’obiettivo di prendere confidenza e familiarità con il linguaggio e il modo di scrivere dell’autore, annotare eventuali parole di difficile comprensione, cercare di individuare i concetti fondamentali e di comprendere eventuali tabelle e grafici.
Durante questa fase è importante evitare di sottolineare visto che non è possibile sapere già dalla prima lettura quali sono le nozioni più importanti.
Estrarre i concetti chiave
Una volta terminata la prima lettura occorre selezionare le nozioni fondamentali ed estrarre le parole chiave ovvero sostantivi, verbi e aggettivi espressivi che, stimolando sensazioni, favoriscono meccanismi di associazione mnemonica riuscendo così a richiamare l’essenza di un concetto e a sintetizzare il significato di discorsi più ampi.
In questa fase si procede quindi con la sottolineatura di intere porzioni di testo o di singoli concetti. La sottolineatura aumenta l’impatto visivo delle informazioni principali e, se effettuata in maniera razionale (utilizzando magari sempre gli stessi colori), consente di individuare facilmente e in poco tempo i concetti principali durante i successivi ripassi.
È consigliato inoltre cercare di semplificare concetti più complessi con idee proprie e annotare ai margini del testo appunti,commenti personali ed eventuali rimandi.
Nel caso di argomenti complessi, piuttosto che disperarsi e accanirsi inutilmente cercando di comprenderli a tutti i costi, è senza dubbio più proficuo andare avanti e ritornare su di essi solo successivamente, una volta acquisito un maggiore bagaglio di conoscenze.
Apprendere e non immagazzinare passivamente le informazioni
Apprendere non vuol dire semplicemente imparare a memoria passivamente: la vera conoscenza richiede un lavoro mentale attivo di comprensione, approfondimento e assimilazione dei concetti studiati. Essere interessati ad approfondire in maniera critica la materia studiata, porsi con curiosità delle domande e cercare di trovare delle risposte aiuta senza dubbio ad apprendere e immagazzinare conoscenze e nozioni.
Gestire in maniera equilibrata i tempi di studio
Un buon apprendimento non si ottiene con tour de force al limite delle capacità umane: è fondamentale, per evitare cali di attenzione, alternare i momenti di studio a pause rigeneratrici per permettere al cervello di rielaborare le informazioni apprese.
La pausa deve durare circa un decimo della fase di studio e può essere impegnata facendo uno spuntino leggero, una telefonata (breve!) a un amico oppure dei piccoli esercizi di ginnastica rilassante che aiutino a sciogliere i muscoli del collo e delle braccia.
Per rafforzare l’apprendimento è opportuno fare seguire ad ogni pausa un breve momento in cui ripassare e ripetere (ad alta voce o solo mentalmente) i concetti studiati in precedenza cercando di migliorare la proprietà di linguaggio e l’esposizione e magari anche di immaginare le domande che il professore potrebbe porre nel corso dell’esame.
Creare mappe mentali
La costruzione di mappe mentali rappresenta una tecnica molto diffusa che consente di memorizzare velocemente i concetti e di risparmiare una notevole quantità di tempo durante i ripassi.
Si tratta di grafici, vere e proprie mappe che presentano al centro il concetto principale al quale sono collegati attraverso frecce e rimandi tutti gli altri concetti connessi.
Le mappe mentali possono essere aggiornate e arricchite in qualunque momento e favoriscono l’apprendimento in quanto, una volta memorizzata l’immagine e la struttura della mappa, sarà più facile ricordare i concetti contenuti in essa.
Questo elenco di consigli ovviamente non è da considerarsi completo: siete tutti invitati a continuarlo raccontando nei commenti la vostra esperienza personale e proponendo altri suggerimenti e strategie.
15 ottobre 2008 alle 14:59
Molto interessante questa guida… potreste farne una su come si prendono gli appunti??
16 ottobre 2008 alle 20:34
Ho letto con un sorriso ricordando gli anni dell’università (ormai remoti). Io facevo delle “barre di stato” (come si dice oggi nei software) che coloravo man mano che la lettura o il ripasso andavano avanti. Mi aiutava a visualizzare l’avanzamento. Forse puo’ aiutare..
16 ottobre 2008 alle 23:08
Per la mia esperienza personale sto trovando molto utile lo studio in coppia, cioè il preparare un esame con un collega, in tre o più ritengo rischierebbe di diventare dispersivo.
In questo modo è più facile capire passaggi complessi e se la preparazione stessa sia centrata sui giusti argomenti, ponendosi vicendevolmente quesiti e saggiando la reciproca preparazione.
Ciò che ha scritto Tony Siino sembra utile, anche perchè alcuni consigli non li conoscevo e proverò ad usarli. Grazie!
17 ottobre 2008 alle 01:43
Sono convinta anch’io che una pianificazione ed un metodo di studio preciso siano fondamentali per avere un rendimento buono, e soprattutto costante, durante gli studi universitari. Non si può improvvisare se si vuole rimanere al passo con il corso scelto!
17 ottobre 2008 alle 01:54
Sono arrivata a queste conclusioni dopo anni di studio e di tempo sprecato inutilmente su esami ancora piu’ inutili… trovo che il cuore di questa guida sia proprio il consiglio di assimilare davvero le informazioni e non di lasciarle vagare passivamente nella nostra memoria. Il tempo dedicato allo studio, con un metodo sbagliato d’apprendimento, va assolutamente deprecato… molto meglio studiare poco, ma studiare benissimo e avere il tempo per guardarsi intorno, magari all’aria aperta :)
grazie per queste linee guida!
17 ottobre 2008 alle 14:42
Meglio poche ore di studio intenso che pomeriggi o giornate perse tra eccessive pause e distrazioni.
Quando si è troppo stanchi è preferibile uscire, fare una passeggiata o concedersi un pò di relax.. poi si ripartirà con + energia e concentrazione!
E bravo Siino che non ci fa mancare mai i suoi preziosi consigli ;)
17 ottobre 2008 alle 15:32
Il mind mapping è uno degli strumenti più efficaci per memorizzare velocemente e in maniera duratura soprattuto dati e concetti. Ho iniziato ad usarlo un paio di anni fa e non riesco più a farne a meno.
Tutti ottimi consigli comunque :)
17 ottobre 2008 alle 15:43
Grazie a tutti per i commenti.
Drusilla ne pubblicherò certamente altre e ti ringrazio per lo spunto. :)
17 ottobre 2008 alle 15:55
Bellissimo post, molto interessante ed istruttivo, “Munirsi di una buona dose di energia positiva, ottimismo e autostima” credo sia la cosa primaria. Complimenti Tony.
Graziano
17 ottobre 2008 alle 16:49
L’altra cosa da fare secondo me è, ripetere, ripetere, ripetere!
17 ottobre 2008 alle 19:14
Quanti commenti!!! Un post che ha colto nel segno!
18 ottobre 2008 alle 00:58
Concordo con Giampaolo e gli altri: un post che coglie nel segno. Grazie della guida.
18 ottobre 2008 alle 04:01
Pausa notturna della tesi. Cerco un tutorial per le note della tesi ma non trovo. Qualcuno sa se su questo sito c’e'?
18 ottobre 2008 alle 16:38
Quando un piano di studio va a puttane il numero di pagine al giorno è la prima cosa a saltare.
20 ottobre 2008 alle 09:51
C’era una volta un libro di Umberto Eco su come scrivere una tesi, o ricordo male?
20 ottobre 2008 alle 12:44
Anche sulla tesi sarebbe interessante…prima o poi c’arrivero’! :P
1 novembre 2011 alle 00:49
Ciao a tutti! Volevo segnalare un articolo che spiega quali sono le principali caratteristiche che i migliori studenti universitari hanno in comune. Potete trovare l’articolo a questo indirizzo http://www.come-farlo.it/tutorial/10-caratteristiche-comuni-ai-migliori-studenti-universitari/index.php