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Carlin divide e non impera

Quanto fosse difficile il mondo accademico, Carlin Petrini (nella foto) forse se lo immaginava.
Il guru della sinistra enogastronomica italiana, fondatore di Slow Food di cui è tutt’ora presidente onorario e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) impegnato anche sui temi della sostenibilità in agricoltura, non pensava però che la sua candidatura, per chiara fama, ad un posto di ordinario in Sociologia dell’ambiente all’Università di Torino, fortemente voluta dal magnifico rettore Pellizzetti, provocasse un tale vespaio di polemiche.

«Petrini», ha dichiarato la sociologa Chiara Saraceno (foto a sinistra), «ha contribuito alla cultura sicuramente più di me. Ma la questione di forma è rilevante: se si chiama un sociologo deve prima essere riconosciuto dai sociologi dell’ ateneo».
Ugo Volli, semiotico assai noto, rincara la dose, spiegando cosa non va: «Petrini è persona degnissima ma non è un sociologo, niente laurea né dottorato, dunque i requisiti per la chiara fama: i requisiti non ci sono». Volli ne ha anche per l’incardinamento a Scienze: «Che c’ entra la sociologia con questa facoltà di scienze e con il progetto strategico di sviluppo compatibile?».
Il numero uno della facoltà, Alberto Conte, sottolinando come l’iter sia solo all’inizio, «manca l’ ok del Senato, del Cun e del ministro», replica già alle obiezioni sulla chiara fama: «Petrini ha quattro lauree honoris causa» e svela che al riguardo sarebbero stati addirittura consultati sociologi del calibro di Morin e Latouche.
Non la pensa allo stesso modo, almeno sul valore dei titoli honoris causa, lo storico Giuseppe Ricuperati, uno dei più noti docenti di Lettere a Torino, che in una lettera aperta a Pellizzetti, si riferisce al futuro, possibile, collega con il titolo di «signore».
Intanto il rettore fa sapere di voler andare avanti e incassa il plauso della governatora Mercedes Bresso: «All’Estero funziona così».
Il cammino è lungo ma, come sentenziava l’adagio popolare, chi va piano, cioè slow, va sano e va lontano.

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