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A spasso… per il mondo

sandraQuando si dice sfruttare l’occasione. Come riporta Repubblica.it anche dalla perdita del lavoro si può imparare. Ed è quello che è capitato a Sandra Bozic, trentunenne della provincia di Varese, laureata in ingegneria ambientale al Politecnico di Milano. Dopo che l’azienda in cui lavorava l’ha lasciata a casa per via della crisi, Sandra ne ha approfittato per girare il mondo per un anno, dal 16 gennaio 2009 al 16 gennaio 2010. I primi sei mesi in Sudamerica e gli altri sei fra Oceania, India e Indonesia. La solita figlia di papà? Pare di no, visto che le spese sono state ridotte al minimo grazie al couchsurfing (letteralmente: saltare da un divano all’altro): da una parte chi mette a disposizione una stanza o il divano della sua casa o anche solo un angolo di giardino in cui poter piantare la tenda, dall’altra chi parte per nuovi Paesi e cerca un posto in cui poter sostare per qualche giorno. Sul sito varesenews.it la viaggiatrice ha pubblicato le foto del suo diario di viaggio, e delle amicizie sbocciate nel corso della nuova avventura. La domanda sorge spontanea: e ora, Sandra che fa?

Data: 10 marzo 2010

Todos abogados Cepu

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Avvocati olè sulla prima pagina della Repubblica. Sì il giornale di Via Cristoforo Colombo (e già di Piazza Indipendenza)  s’è accorto di una vicenda che su questo blog era stata affrontata e lungamente dibattuta nel luglio dello scorso anno: quella della scorciatoia spagnola alla professione forense.

Abilitarsi in Spagna per poi vedersi riconosciuta l’iscrizione all’ordine italiano praticamene d’ufficio. Un metodo che consente di evitare i due anni di pratica legale italiana ma che costa circa 30mila euro.

Leader indiscusso nell’assistenza il solito Cepu.

Data: 9 marzo 2010

Un forum per imprenditori giovani

forumRicerca e imprenditoria giovane sono ancora possibili nell’Italia dei laureati precari e sfruttati? Di questi temi si parla al terzo Forum su Ricerca, Innovazione, Imprenditorialità, ospitato dall’Università di Padova dal 12 al 17 marzo. Un evento internazionale, a detta degli organizzatori, per “coltivare nuove idee e progetti innovativi”. Il Forum si propone come luogo privilegiato dove imprenditori di successo, scovati in Italia dalla stessa Università monitorando settori come biotech, nanotech, Internet, media, elettronica e telecomunicazioni, intervengono per confrontarsi su “problematiche e prospettive di queste tipologie d’impresa”. L’idea è quella di stabilire un contatto “tra imprenditori di successo e gli studenti dell’università di Padova che stanno pensando a creare un’impresa, nell’ottica di stimolare la voglia di imprenditorialità tra i giovani”. Il Forum si articola in tre parti: nella prima parte un panel d’imprenditori abbastanza giovani, impegnati in imprese, in settori fortemente dinamici e innovativi, parteciperà a una serie di incontri dove porteranno le loro testimonianze e condivideranno la loro esperienza. Nella seconda parte della manifestazione si svolgerà lo European Summit on Entrepreneurial Education, durante il quale educatori, docenti, professionisti e imprenditori saranno invitati a presentare e a discutere nuove idee, progetti ed esperienze relative all’educazione e alla diffusione della cultura imprenditoriale nella società. Infine, il 16 e 17 marzo si svolgerà il secondo Research Exchange Workshop on Technological Entrepreneurship and Innovation Management, meeting finalizzato a riunire una comunità di ricercatori che presentano i loro progetti di ricerca sulla nuova imprenditorialità e l’innovazione in settori emergenti.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale www.rieforum.org

Data: 8 marzo 2010

ECampus, l’ateneo di Mr. Cepu

Francesco Polidori, presidente Cepu

Anticipiamo l’editoriale di Campus marzo, in edicola dopodomani

La nostra Storia del Cepu arriva, con questo numero, alla quarta puntata.
L’inchiesta era iniziata dopo la scoperta della vendita di Cesd, la holding del gruppo, a una sconosciuta società milanese, Dama2 Srl, riconducibile a una fiduciaria lussemburghese.
Ci pareva interessante rifare la storia di un grande gruppo (100 milioni di fatturato), le cui vicende si sono spesso intrecciate, nell’ultimo ventennio, a quelle dell’università italiana.
Intreccio che raggiunge il suo apice proprio con il capitolo che affrontiamo in questo numero: la nascita dell’università telematica eCampus, a opera della fondazione omonima che fa capo allo stesso fondatore di Cepu, Francesco Polidori (nella foto di Stefania Malapelle, ndr). Ateneo autorizzato con decreto nel gennaio 2006 dall’allora ministro Letizia Moratti.
Di eCampus raccontiamo le singolarità del debutto: unico caso di università telematica autorizzata con il parere contrario del Consiglio universitario nazionale-Cun e del Comitato nazionale per la valutazione universitaria-Cnvsu.
Ma la puntata offre anche un primo sguardo sul corpo docente che, dopo quel decreto, si è precipitata a occupare cattedre a Novedrate, sede dell’ateneo, spesso con insegnamenti fuorisede autorizzati dalle facoltà di appartenenza.
Un fatto che segna, di fatto, un tacito armistizio, se non uno sdoganamento del mondo Cepu da parte dell’accademia italiana.
Ostracizzato e demonizzato a lungo (forse perché certificava le carenze del sistema universitario), Polidori si è preso la sua rivincita: in forza di legge può mettere a libro paga la categoria che più lo criticava. Ha vinto lui, per adesso.
Anche se la sua creatura, eCampus, è chiamata a superare passaggi fondamentali: entro breve deve convertire l’offerta formativa ai requisiti minimi introdotti dalla legge 270/04 ed, entro l’anno, ricevere la visita ufficiale dei valutatori del Cnvsu, a tre anni dall’attivazione dei corsi.
E la quarta puntata della nostra Storia rivela un particolare curioso: nelle sedi Cepu si vendono corsi presso l’ateneo svizzero di Herisau: un’università, libera e privata, che «laurea» con estrema facilità, valutando l’esperienza professionale acquisita. È una delle università, per intendersi, che campeggia nella lista nera del Cimea, il centro accreditato dal ministero per il riconoscimento dei titoli esteri.
Insomma, Cepu che è legato da una convezione con l’ateneo eCampus, oltre al fatto che fa capo alla stessa proprietà, vende lauree tarocche assieme a lauree legali, quelle della telematica di Novedrate.
A Polidori non fa specie. Chissà se sarà così anche al ministero.

Data: 8 marzo 2010

Vezzi accademici

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Sette, il bel magazine del Corriere della Sera, spesso si occupa di università. Anche perché fra le proprie firme annovera docenti come Ernesto Galli della Loggia, Aldo Grasso e Angelo Panebianco.

Gli stessi talvolta utilizzano le loro rubriche senza tenere in grande considerazione i possibili conflitti di interesse legati al loro status accademico.

Si ricordano gli strali di Galli Della Loggia contro Scienze della Comunicazione, essendo lui docente a Scienze politiche;  o le bacchettate di Aldo Grasso sui titoli dei corsi di marketing e comunicazione Iulm, pur essendo al libro paga (come docente) della Cattolica, ateneo competitor.

Anche Panebianco non è uno che, in genere, si fa scrupolo della propria appartenenza accademica. Eppure, nel numero del magazine diffuso ieri con il Corriere, dedica la sua rubrica, Tono su tono, alla proposta sul reclutamento del prof. Fulvio Cammarano, docente a Bologna.

“Una proposta originale”, scrive Panebianco, “è stata avanzato dal prof. Cammarano sul Corriere Adriatico“.

Per la cronaca Cammarano è direttore del Dipartimento di Politica, Istituzioni e Storia dell’Alma Mater, lo stesso dell’editorialista. Con tutta probabilità sono vicini di stanza e  forse si incrociano la mattina al bar della facoltà,  essendo entrambi docenti a Scienze politiche.

La domanda che sorge spontanea è questa: non avrebbe fatto meglio, l’illustre politologo a scrivere una cosa del tipo: “Il collega Cammarano” oppure,  “il direttore del mio dipartimento avanza una proposta interessante”?

Inficiava la bontà della proposta? La rilevanza dell’idea?

Quale prurito impedisce che al lettore sia celato questo dettaglio? O è solo un vezzo accademico?

Data: 5 marzo 2010

Dov’è il futuro dei giovani meridionali?

StudentiL’articolo di Giovanni Marinetti, pubblicato ieri dal magazine della Fondazione FareFuturo, propone un’interrogativo che, tristemente, si ripete da anni – Ma perché al Sud la politica non pensa ai giovani? Nel meridione c’è il boom dei giovani “NEET”(not in education, employment on training), ovvero circa 500.000 anime, che non studiano, non fanno training professionale, non lavorano. Quale futuro per i giovani meridionali? Secondo Francesco Delzìo, autore del libro La Scossa. Sei proposte shock per la rinascita del Sud, siamo di fronte a una “generazione bruciata, uno spreco inaccettabile di capitale umano e di vite individuali”.E i politici? Indifferenti. Stanno a guardare, fino a quando non arriva la campagna elettorale e parlare di giovani e lavoro porta voti.

Serve, come invoca Marinetti, che la politica inizi a parlare a quei giovani di progetti seri e convincenti. Serve che la politica arrivi prima delle mafie, proprio perché un bacino di ragazzi-zombie è la più grande vittoria delle mafie, è la dimostrazione che lo Stato ha fallito. Per questo, urgono dalla politica risposte concrete, che si chiamano opportunità, per quei ragazzi che decidono di non abbandonare il proprio territorio, per offrire a chi resta l’occasione di un cambiamento, non solo economico.
Proprio sul divario culturale tra nord e sud, sono usciti, recentemente, su La Stampa, i dati della Fondazione Giovanni Agnelli, dai quali emerge un’Italia spaccata in due sul tema dell’istruzione: i giovani meridionali hanno un anno e mezzo di ritardo nella preparazione rispetto a quelli del Nord e sanno quello che sa uno studente immigrato. Oggi è un dato di fatto: nascere al Sud punisce gli studenti. Ed è una vergogna, perchè in una società democratica, il diritto a una buona istruzione è la condizione primaria per la libertà.

Data: 2 marzo 2010

Cepu: tutor arrabbiati su Lo Spacco

Si chiama Lo Spacco e si presenta come “foglio di info/utility a poliuscita rete & carta sulle condizioni di lavoro precario&sfruttato nel gruppo Cesd”.

Sei pagine formato A4 spillate, con un’icona nera su cui si stagliano, seduti di spalle come la pubblicità della Robe di Kappa, un angelo e un diavoletto.

Lo Spacco, arrivato per posta, in busta anonima, anche alla redazione di Campus, è di fatto una rassegna stampa cartacea e online di articoli (fra cui anche la nostra inchiesta), post di blog (fra cui questo) e di forum.

Il leitmotiv della pubblicazione sembrerebbero essere le dure condizioni dei tutor Cepu e spesso si polemizza con i vari gradi di responsabilità del gruppo: governatori, responsabili e referenti.

Non manca neppure una vignetta, sullo stile di B.C. (Before Christ) la striscia che appare su Linus, in cui due cavernicoli spacco(un gestore didattico e un tutor leader) dialogano sulle economie da farsi. “Oggi che fai?”, chiede il primo al secondo. “Risparmio sui tutor”, risponde l’altro. “Non lo stavi, facendo anche ieri?”, fa l’altro di rimando e il primo conclude: “Non avevo finito”.

La poesia Tutor da San Precario (Arezzo) – chiaro riferimento a San Sepolcro, quartier generale Cepu – è invece una pasquinata contro la catena di comando del Gruppo, rea di vessare il popolo dei tutor.

Un pamphlet di cui non si conosce il numero di copie diffuse, né la destinazione delle stesse ma che testimonia, evidentemente, forti tensioni interne alla conglomerata della ripetizione e dell’assitenza universitaria, di cui aveva dato conto anche Campus nelle prime puntate dell’inchiesta.

Potrebbe trattarsi di una ripresa di conflittualità interna come quella che, nel giugno del 2008, portò a una improvvisa sindacalizzazione dei tutor in alcune sedi italiana, in primis Bologna. Vicenda che appariva rientrata con la concilizione di un indennizzo da 140mila euro da parte di una decina di collaboratori bolognesi, protagonisti della protesta, e ai quali il gruppo non aveva rinnovato i contratti.

Data: 23 febbraio 2010

Una finestra per il talento giovane

youthtalent“Non è il solito progetto per individuare giovani ai quali promettere tutto e poi non offrire nulla in cambio. Il nostro non è né un reality, né qualcosa di simile. Vogliamo mettere a disposizione il nostro network, per far emergere e ‘mostrare’ i talenti italiani in tutti i settori: arte, cinema, danza, fotografia, grafica, musica, scrittura e teatro”. Con queste parole si presenta il nuovo progetto YouthTalent, promosso dal Forum Nazionale dei Giovani, per valorizzare i tanti giovani che vogliono trovare la loro strada nel panorama della cultura e dello spettacolo. L’iniziativa, che ha ottenuto il patrocinio del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, prende il via con la pubblicazione on line del sito www.youthtalent.it, attraverso il quale i ragazzi avranno la possibilità di mettersi in contatto con il Forum, che si impegna a stringere rapporti di collaborazione con produttori, case discografiche, editori e quanti gravitano nel mondo dell’arte inteso nel significato più ampio del termine.
Nel dubbio che possa essere un progetto più di belle parole, che di fatti, cari creativi fatevi sotto, provate per crederci.

Data: 22 febbraio 2010

Calo di matricole, ma solo al centro-sud

universitaUniversità italiane sempre più vuote, ma non al nord. E’ questo il quadro che emerge da un’analisi di Repubblica.it sui dati, provvisori ma ufficiali, relativi alle immatricolazioni dell’anno accademico 2009/2010, che conta infatti circa 304.600 matricole contro le oltre 312 mila dell’anno accademico precedente. Cifre che raddoppiano se si considerano gli ultimi due anni, arrivando al 5 per cento. Il calo, pari al 2,3 per cento, è circoscritto al centro e al sud, mentre nel settentrione c’è stato un aumento di un punto e mezzo percentuale, anche se la media non è perfettamente ripartita (i neoiscritti negli atenei del Sud sono diminuiti del 7 per cento, nelle regioni centrali il calo si attesta sul 2,4 per cento). Quindi, sulla base di questi dati, l’Italia appare spaccata in due. E inoltre, sembra anche che l’università sia sempre di più un privilegio per soli ricchi. La causa? Il continuo aumento delle tasse universitarie e di tutte le altre spese connesse allo studio e, dall’altra, la spendibilità del titolo finale sempre minore.

Constatazioni che richiamano alla mente il concetto di meritocrazia, trascurato dal sistema universitario italiano, nel quale, i giovani del sud, rispetto a quelli del nord, hanno a disposizione un’offerta formativa qualitativamente inferiore. Come dichiarato da Roger Abravanel a Campus “l’Università è la prima piattaforma per la meritocrazia, perché è un modo per azzerare i privilegi della nascita”. I primi passi da compiere dunque? Creare un sistema di testing nazionale standard per misurare la qualità degli atenei e parallelamente formare dei fondi del merito in modo che gli studenti più meritevoli ricevano delle borse di studio molto ricche da spendere nelle Università, che inevitabilmente saranno quelle di eccellenza.

Data: 22 febbraio 2010

3 milioni di euro per una giovane idea

giovani-ue1Il Ministro della Gioventù e Upi, Unione delle Province Italiane, uniti in nome delle politiche per le nuove generazioni. Il progetto, denominato – per mille e una giovane idea – è stato discusso venerdì 12 febbraio, a Roma. “E’ il terzo anno, ha spiegato il ministro, che Ministero e Upi collaborano all’iniziativa “Azione Province Giovani” alla quale sono stati destinati 3 milioni di euro del Fondo per le politiche giovanili al fine di valorizzare strategie e politiche coordinate a favore dei giovani. “Non ha senso disperdere risorse su troppo obiettivi – ha spiegato Meloni – così quest’anno ci siamo concentrati su tre: ambiente, occupabilità, e infine sicurezza e salute, con particolare attenzione alla sicurezza stradale e alla valorizzazione di stili di vita positivi”. Il bando del progetto “Azione Province Giovani” verrà pubblicato a marzo e coinvolgerà direttamente le Province, che nelle due edizioni passate hanno presentato oltre 50 propri progetti. Largo alle vere idee per valorizzare i giovani.

Data: 15 febbraio 2010

Il prof. Di Pietro al Cepu

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Fu Antonio Di Pietro a tenere praticamente a battesimo la nascita del Cepu nel 1995. Lo ricorda la terza punta della storia del Gruppo Polidori proposta da Campus, in edicola mercoledì prossimo.

Fra l’allora ex-magistrato e il patron del Gruppo, Francesco Polidori, nacque una forte sintonia che portò Di Pietro a prestare la sua immagine al Cepu per le sue campagne pubblicitarie e a svolgere conferenze di Tecnica processuale nelle sue sedi.

Una sintonia che continuò anche quando, nel 1996,  l’ex-pm di Mani pulite divenne ministro per i Lavori pubblici del Governo Prodi e che gli valse alcune critiche da parte di esponenti della Rete, il movimento di Leoluca Orlando fondato proprio in quel periodo.

Un altro severo critico di Di Pietro per la sua frequentazione di Polidori e soci – culminata, nel marzo 1998,  nella fondazione di Italia dei Valori proprio nell’hotel di San Sepolcro appartenente al Gruppo – fu Beppe Grillo, i cui frammenti di spettacolo si trovano ancora su YouTube.

Nella terza punta dell’inchiesta anche un approfondimento su una vicenda del 2001 che vide i responsabili della sede Cepu di Urbino finire sotto processo per la vendita di tesi universitarie, vicenda da cui il Gruppo prese le distanze da subito, senza però costituirsi parte civile.

Campus ha scoperto che i protagonisti di quella storia, condannati nel giugno del 2007, lavorano ancora nel gruppo.

Leggi qui la prima puntata della Storia di Cepu, pubblicata da Campus Novembre 2009.
Clicca qui per leggere la seconda puntata, pubblicata sul numero  di Dicembre 2009

Data: 8 febbraio 2010

Avanti i giovani a Ischia

montanelliOccasioni per aspiranti giovani giornalisti e comunicatori dalla XXXI edizione del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, che si svolgerà dal 2 al 3 luglio 2010 a Ischia e sarà presentata ufficialmente il prossimo martedì 2 febbraio, alle 11,al Circolo della Stampa di Milano. Grazie alla partnership con Coca Cola HBC Italia un futuro giornalista e un futuro comunicatore d’impresa saranno selezionati da una doppia giuria di 15 professionisti dell’ informazione e delle relazioni pubbliche d’impresa. Il premio? Stage e borse di studio. Per i giornalisti: Coca-Cola bandirà un concorso per i 30 allievi della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa”, ai quali sarà richiesto di redigere un’inchiesta sulla responsabilità sociale d’impresa. Il vincitore avrà uno stage di 6 mesi retribuito presso l’Agenzia di Stampa AdnKronos e una borsa di studio del valore di 5.000 €, oltre l’incarico di inviato speciale a Ischia per “InWave”, house organ di Coca-Cola HBC Italia. Per i comunicatori: la multinazionale chiederà agli allievi di due classi del Master in Marketing e Comunicazione della Business School del Sole-24 Ore della sede di Roma di strutturare un progetto di comunicazione di impresa per la sostenibilità ambientale. Ai migliori verrà riconosciuto un periodo di stage retribuito di 6 mesi presso la Direzione General Affairs di Coca Cola HBC Italia, le Direzioni Relazioni Esterne di altre Imprese e presso Agenzie di Relazioni Pubbliche a Servizio Completo, anche con il supporto della Fondazione Coca-Cola HBC Italia. E non è finita qui, accanto alle tradizionali sezioni del Premio, c’è anche un concorso giornalistico, riservato ai giovani studenti delle università italiane, denominato ‘Robert F. Kennedy Europe High School and University Journalism Award’ con l’obiettivo di sensibilizzare i futuri operatori dell’informazione sulla questione dei diritti umani nel mondo.

Data: 31 gennaio 2010
Campus
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